A volte non abbiamo nostalgia dell’infanzia, ma di quella parte di noi che avrebbe meritato più tenerezza.

Ci hanno insegnato a rimpiangere l’infanzia, come fosse stata per tutti una stagione di sole.

Ma ci sono bambini che hanno conosciuto troppo presto l’inverno, e adulti che non tornerebbero indietro nemmeno per un istante.

Eppure il tempo ha una strana crudeltà: porta via anche ciò che non avremmo voluto vivere, e un giorno ci sorprende a cercarlo tra i ricordi.

Non perché fosse bello. Ma perché eravamo noi.

Eravamo quelli che ancora non sapevano quante volte avrebbero dovuto ricominciare, quante persone avrebbero perduto, quanti sogni avrebbero cambiato nome.

Poi gli anni sono passati. Senza chiedere permesso. Hanno trasformato i volti, allontanato le voci, spostato le persone dai giorni di tutti i giorni agli angoli della memoria.

E adesso, certe notti, mi domando dove sia finito tutto quel tempo.

Non vorrei tornare bambina. Vorrei soltanto incontrarla, quella bambina.

Sedermi accanto a lei senza farle domande, senza raccontarle il futuro.

E dirle soltanto che un giorno il tempo non sarà più qualcosa da attraversare, ma un luogo da cui guardarsi indietro.

E che, nonostante tutto, sarà arrivata fin qui.

Anna Lorenzini – L.A.Filosofia