
🌙 Notturno – 7 – Il silenzio del pensiero
“Il silenzio del pensiero, la notte dell’anima”
Questa notte mi ispira Søren Kierkegaard.
È stato il filosofo della notte interiore, del silenzio che scava, dell’angoscia come condizione dell’esistenza autentica.
Nei suoi scritti, soprattutto nella Malattia mortale e nei Diari, ci invita a confrontarci con ciò che fuggiamo: noi stessi.
Nel silenzio, non quello esterno, ma quello radicale dell’anima, può emergere la verità del nostro essere.
Scriveva che l’io è una relazione che si relaziona con se stessa. Ma questa relazione non è mai comoda: è vertigine, è scelta, è possibilità. Per Kierkegaard è nel dolore, nel dubbio, nella notte dell’anima, che l’io incontra se stesso.
Nessun ruolo, nessun pubblico: solo l’io e Dio, o il nulla.
E questa è anche la mia riflessione di stanotte.
In un mondo pieno di notifiche, rumore e distrazioni, la notte è forse l’unico tempo rimasto in cui possiamo ancora chiederci, con coraggio “Chi sono io? E chi sarei, se smettessi di recitare?”
Amo la notte, amo il silenzio. Il silenzio è l’eternità del pensiero.
Nelle ore in cui il mondo tace, lo spirito si risveglia. Non c’è risposta nel rumore del giorno, solo la notte sa ascoltare la domanda.
” Chi sono io? Chi sono davvero, senza ruolo, senza voce, senza pubblico?”
La notte è la vertigine della verità, il luogo in cui si affaccia l’abisso… e l’io, se lo si vuole cercare, può parlare solo nel silenzio più assoluto.
Buonanotte a chi, stanotte, non cerca il sonno ma se stesso.
Anna Lorenzini – L.A.Filosofia