Concorso letterario Simposio2021 “Se fossi te , seconda classificata categoria racconti: Fe_nice1983

Una giornata uggiosa, una come tante, che col suo ticchettio dal cielo porta con sé malinconia. Ma per te che già ogni nuovo giorno è una sfida, questo cielo che rimpiange porta a galla ciò che celavi… Soffocata dalla solitudine, da paturne che abbattono, stanca… Abbassi la guardia e loro, con un rapido sobbalzo, sguizzano nell’anima. Déjà vu che squartano nella loro impotenza, colpe battute sul petto che vivranno in eterno sulle nostre cicatrici. Sei li. Inerme. Ipnotizzata dalla danza ora lenta e sinuosa, ora bruta e devastante che come un orologio al contrario, t’obbliga ad affrontare. Affrontare il marciume che ha infestato la tua pelle, una carneficina concessa nella vergogna, di non esser giusta, malfunzionante, inesistente. Oggetto prostituito come affetto accoltellando il cuore di continuo. T’hanno estirpato la dignità d’esistere scaraventandoti nella morte più nera. Ma tu hai prestato resilienza, quella scintilla testarda ti ha preso a sberle, smarrita nella pazzia hai raccolto frammenti dimenticati. Sciocca mula testarda! Non sei fatta per essere sottomessa e con rabbia ti ribelli. Il dolore assapora la vendetta, quella più terrificante :sopravvivere. Quando ti perdi nell’oscurità, non t’importa più di niente, tutto ciò che possedevi ti è ormai stato risucchiato, tutto ciò che resta sei tu. Fronte a te non puoi più negare, ma tentare di spiegare, facendo pace come due vecchi amici, giunge la mano a rialzarti. La tua storia, i tuoi limiti da superare. E mentre come un kintsugi risorgi, ti rendi conto che puoi confortare chi, come te, si perde nel cuore ed il tuo dolore diventa aiuto per affrontare. Osservi il mondo ed il suo declino, e benedici la tua anormalità perché ti lascia ancora vivere d’emozioni, ossigeno a cui non resisti nella sua intensità ammaliatrice. Ed inizi ad amarti nelle tue infinite sfumature che sono il tuo esser primogenito. Dipingi di sogni il tuo domani mentre il dolore è diventato insegnante.
Costantemente sul bordo del burrone, affini i tuoi passi verso la vetta, nuova avventura per dimostrarti vera. Vita surreale, casa degli orrori, incubi compagni di realtà riflesso di un perché non ancora compreso ma tacitamente accolto. Abbracci le tenebre, tuo guscio, sbirciando il momento di resurrezione. Con ricercata pacatezza dai voce all’amazzone guardinga che freme di libertà. Nella testa costanti pensieri di un ieri che vuoi abbandonare, un domani che tagli il traguardo, un presente che ti racconti. Nelle mani nessuna certezza se non la passione di mutare nella perfezione del mio sé.

AUTORE: Valentina Maria Pati 

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