
Oggi cammino piano
tra pietre e passi lenti.
L’aria trattiene i nomi,
non li lascia cadere.
C’è chi ha lasciato il mondo
senza rumore o gesto,
e vive nelle abitudini
che ancora ci somigliano.
Il giorno resta sospeso
tra ciò che è stato e resta.
La moka inizia a salire,
ed è già un ricominciare.
Portava il ferro addosso
di chi sorregge la casa.
Ma dentro era una bambina
che cercava uno sguardo.
Ha preso il posto del vuoto
con presenza costante.
Mi ha cresciuta due volte
senza doverlo dire.
Ora non serve chiamarla,
la sua voce è la mia voce.
E la ricordo nel passo
in cui disse “ciao, amore”,
come chi sfiora l’aria
prima di andare nella luce.
Anna Lorenzini – L.A.Filosofia