
Freddo, rigido,
il mio indice non tocca il tuo,
oltre lo specchio, uguale a me.
La tua destra è la mia sinistra,
non odo le tue parole, ti osservo.
Luce silente muta frequenza,
deforma il riflesso,
smetti di somigliarmi.
Identità divisa, sei altro,
riesco a sentirti, la tua voce diversa.
Mi risuona nell’anima,
si accorda al cambiamento,
del molteplice che sei, che sono io.
Riconosco nel tuo ogni volto umano,
un affresco plurale, un concerto di armonie.
Resta la barriera invisibile
tra me e te, vicini, eppur separati.
Frammenti di un desiderio infranto,
assoluto impossibile, un abbraccio proibito.
Alessandro Carrozza