
Entro
e il mio nome si spegne,
un eco mutata in sguardi che pesano.
Le parole si piegano
e si fanno briciole sotto le scarpe
di chi
calpesta la femminilità.
La mia voce è un vetro
sottile,
s’infrange nel silenzio
vuoto,
piange un dono avvelenato,
cucito sulla pelle.
Un mondo che si finge cieco
chiama fragilità la mia
resistenza
e culla nell’indifferenza
il proprio essere… Uomo.
Anna Lorenzini – L.A.FILOSOFIA