🌙 Notturno – 3 – Chi ferma la guerra?

Oggi pomeriggio ho visto il nuovo film di Superman.
L’antefatto è semplice, e già potente: una nazione, la Boravia, sta invadendo il vicino stato di Jarhanpur. Superman interviene.
Non per interesse.
Non perché ha un alleato.
Non perché ha ricevuto mandato.
Ma perché vede un’ingiustizia e la blocca.
Fine.

Eppure, è proprio da quel gesto che comincia tutto. Perché fermare una guerra oggi – anche se sei Superman – non è mai neutrale.
Bloccare un esercito aggressore non significa solo salvare vite: significa esporsi.
Significa essere subito accusato di interferenza.
Significa che anche il gesto giusto può diventare pericoloso, scomodo, scandaloso, anche se hai soltanto provato a fermare la morte.

E allora viene da chiederselo:
chi può fermare la guerra, se persino Superman diventa ingombrante?
Chi ha ancora il coraggio di mettersi in mezzo senza bandiera, senza secondi fini, solo per dire:
“No. Questo non è accettabile”?

Pensavo a questo mentre scorrevano le immagini e il pensiero è andato inevitabile a Gaza.
A ciò che accade, ogni giorno, sotto i nostri occhi stanchi.
Alle bombe sulle case, sui bambini. Alle rappresaglie, alle invasioni.
A chi viene colpito anche quando è già in fuga.
A chi non ha un Superman.

E sì, lo so: il conflitto è complesso, stratificato, antico.
Ma anche nel buio della Storia, resta un principio:
non tutto può essere giustificato. Non tutto può essere rimandato a una lettura geopolitica.

C’è un punto oltre il quale non si può più tacere, un punto in cui non schierarsi significa già aver scelto.
E in cui l’indifferenza pesa quanto un’arma.

Viviamo in un mondo dove le guerre vengono narrate più che fermate.
I civili muoiono, ma intanto i governi condannano, valutano, monitorano.
E i silenzi… I silenzi pesano più delle bombe.
Silenzio di chi guarda e pensa che sia lontano.
Silenzio di chi potrebbe, ma non vuole esporsi.

Nel film, Superman è solo.
Nella realtà, invece, siamo troppi, ma tutti voltati altrove.
Per questo stasera, nel buio di questa notte, mi chiedo se davvero ci serva un supereroe o soltanto un po’ più di coscienza.
Un’etica che non si arrende alle bandiere. Un umano che non abbia bisogno di superpoteri per sapere che la vita vale e che ogni bomba su una scuola è anche una bomba su di noi.

«Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.»
(Primo Levi)
Perché non capire del tutto il male, va bene, ma scegliere di non vedere, questo no.
È imperdonabile.

Perché non sempre possiamo capire tutto, ma possiamo scegliere se vedere o fingere di dormire.
E forse è proprio da lì, da quella scelta minuscola e immensa, che comincia, o si spegne, la pace.

Anna Lorenzini – L.A.Filosofia