
🌙Notturno 11 – Soglia di luce e ombra
C’è un momento, a Ferragosto, in cui il giorno e la notte si guardano negli occhi senza sfidarsi. È breve, quasi invisibile, la luce non è più quella fiera di luglio e l’ombra non è ancora l’abbraccio pieno dell’autunno. È una pausa del mondo, un respiro trattenuto.
Gli antichi sapevano che le feste di metà stagione non servivano solo a mangiare e a danzare, ma a ricordarci che viviamo su confini mobili. Eraclito avrebbe sorriso: tutto scorre e Ferragosto è l’acqua tiepida in cui la corrente cambia direzione.
Ma c’è anche un mistero più sottile, che appartiene ai sognatori: si dice che questa sia la notte in cui il velo tra i giorni si assottiglia e ciò che è stato e ciò che sarà possono incontrarsi, come due amanti separati dal tempo. Chi sa ascoltare, stanotte, sentirà il battito lento dell’anno che gira la pagina, senza rumore.
Forse il vero senso di Ferragosto è questo, accettare che ogni pienezza porta in sé l’ombra della sua fine e che la fine stessa è solo l’inizio di un’altra stagione. Perché l’estate, come ogni cosa che amiamo, non muore, semplicemente, cambia volto.
Anna Lorenzini – L.A.Filosofia